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martedì 1 gennaio 2013

Il girotondo della mente




Con un poco d’attenzione facilmente ci si accorge di quanto sia nauseante il girotondo conoscitivo di proazione e retroazione che si instaura in ogni relazione, al fine di mantenere, attraverso stimoli e risposte, la propria egoicità semantica.

Quanto più l’altro è un altro significativo tanto più è in gioco la visuale di sé, pertanto, l’esperienza emotiva immediata con la sua conseguente spiegazione non potrà essere che maggiormente pregnante.

La significazione delle esperienze vissute è sempre, più o meno ingannevolmente, asservita ai processi d’elaborazione di significato preposti a mantenere costante, istante dopo istante, la personale coerenza.

Il fine è mantenere il più alto possibile il senso di sé, e questo senza curarsi se tali spiegazioni corrispondano o no alla realtà oggettiva, lo scopo è solo tenere ben saldo l’orientamento attraverso sé.

L’individuo si orienta nel mondo mediante la conferma della propria autoreferenzialità, egli si percepisce e percepisce l’altro sempre e solo attraverso il proprio repertorio di significati personali, non può prescindere da essi, dalla propria coerenza conoscitiva, e per non cadere nel vuoto semantico che è perdita di senso di sé, egli è costretto, dalla sua stessa natura processuale, a monitorare il comportamento dell’altro e il proprio, per essere pronto a modificare quest’ultimo in relazione ai cambiamenti dell’altro, il tutto al fine di conservare e rafforzare la percezione di sé più alta possibile.

L’orientamento è, di fatto, autoinganno ed è talmente distintivo alla natura processuale della mente, che l’individuo non può esserne che inconsapevole… i comportamenti e le spiegazioni date all’esperienza, come qualsiasi apprendimento replicato più volte nel tempo, divengono per natura impliciti pertanto inconsapevoli.

L’uomo per avere maggiore cognizione dei propri processi mentali, ha bisogno di libertà dai propri vincoli processuali taciti, egli, in un certo qual senso, deve combattere la propria natura per potersi elevare spiritualmente, solo così potrà conoscere se stesso e iniziare a godere dell’essenza pura della conoscenza!

Mazzani Maurizio

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