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martedì 26 aprile 2016

La vita (10 dicembre 2016)

Sono qui che cerco l'intento, eufemisticamente cerco qualcosa da completare, fare, consumare, percepire, ecc., non c'è consumismo che tenga... ce la metto tutta non perché voglio, ma perché è natura.

Voglio essere.


Vivo non per mia scelta ma per casualità.


Vado alla ricerca di chissà cosa, cerco il significato, pretestualmente il mio significato... il vivere è sempre vano... non trovo nulla.


La spinta al senso è implicita, forte, spasmodica, finché il significato "trovato" è illusorio, virtuale, consumistico, oscillante tra l'affermazione e la sua stessa negazione... un attimo poi fugge via, ma ricompare l'istante successivo, gli intervalli sono più o meno lunghi: questa è vita, questa è illusione.


La corsa all'essere in tal dimensione non ha via di scampo, è un vortice che porta al buio degli inferi, mentre la luce è in superficie, la vita è luce, il sentirla, il percepirla è il senso.


Il significato di sé é come la scia di una stella cadente che si spegne morendo! 


Maurizio Mazzani

domenica 24 aprile 2016

L'Occidente (14 luglio 2016)

Che fai... dormi, non vedi cosa accade, ci stanno pian piano massacrando!

Che fai... non ti accorgi che la loro disperazione li rende schiavi dell'odio da te indotto!

Che fai... volti le spalle facendo finta di non capire che la loro follia è un tuo prodotto!

Che fai... chiudi gli occhi di fronte ai popoli che hai soggiogato, sfruttato e annichilito da sempre al tuo volere!

Che fai.. continui imperterrito con la tua politica volta sempre e comunque al tuo profitto!

Che fai... annaspi democrazia con la presunzione del falso buonismo, schiacciando culture a destra e a manca!

Che fai... false promesse quando il tuo interesse è solo di controllo e di dominio!

Che fai... produci ricchezza per le tue genti lasciando disperazione, distruzione e povertà in nome della tua follia chiamata "consumismo"!

Che fai... non ti vergogni del tuo incessante egoismo che non ti permette di percepire oltre te stesso!

Che fai... ti sei così adombrato che la luce dell'intelligenza si è spenta sotto il peso della tua scarsa lungimiranza!

Perché non volgi il tuo sguardo oltre i tuoi taciti confini dettati dal tuo egoismo!

Che aspetti, dunque, a percepire intelligentemente l'altro equilibrando così la tua azione "devastatrice", volgendola ad un fine cooperativo, ove anche l'altro ne possa godere nella sua diversità!

Occidente che aspetti!


Mazzani Maurizio

Noi (7 aprile 1916)

Perché storpiamo il mondo;

perché, incuranti del nostro agire, corrompiamo ogni esistenza;

perché ci crogioliamo nell'autoinganno;

perché avvolgiamo d'una nuvola di falsità, di arrivismo, di competizione ogni nostro agire;

perché guardiamo l'altro con sospetto, timore e irriverenza;

Perché non ci liberiamo della maschera che ci rende schiavi dell'apparenza;

perché ci rifugiamo nella cultura d'appartenenza cercando di livellare la diversità;

perché lottiamo la naturalezza del "Nulla", echeggiando magnificenze prorompenti che idolatrano se stessi;

perché indugiamo a prendere consapevolezza della nostra natura;

perché resistiamo a noi stessi;

perché essere scevri d'amore.

Non allontaniamoci dalla vita.

Poniamo lo sguardo oltre il nostro orizzonte... troveremo l'inaspettato, il non previsto: l'altro in noi stessi e la libertà tacita alla vita!



Mazzani Maurizio

Il buio: ho perduto mia sorella

Il cielo si e' oscurato, le nuvole fanno fatica a dissolversi, il vento soffia come un uragano portando violentemente ogni cosa al suo interno. Non c'e' piu' nulla al suo posto, ogni cosa si e' capovolta a tal punto da perdere la sua identita'. 

La trasfigurazione e' all'ordine del giorno, essa emerge netta come la follia, che con la sua forza devastante spersonalizza l'essere fino a farlo errare nei meandri dell'inverosimile.

Lei Ha ormai perso il senno.

La forza sublime dell'umano intelletto si e' imbrigliata, intrecciata e aggrovigliata da apparire come un cavallo pazzo, che scalcita a destra e a manca ferendo chiunque gli capiti a tiro. 

Vuole la distruzione dell'amore... teme l'amore.


Ormai il suo obiettivo e' diventare regina della follia, con il mondo formato solo da sudditi ad essa compiacenti.

La sua pseudo logica regna ormai sovrana sulla polvere.

L'orgoglio l'ha cosi' accecata da non permettergli piu' di percepire se stessa,  la sua vera natura e' evaporata come gocce di acqua al sole. Non c'e' piu' nulla, gli altri sono negati all'insegna del mantenimento del folle odio per chiunque ostacoli l'"idea".

L'idea di essere Dio!

Mazzani Maurizio

La superficialità funzionale (27 settembre 2016)

Non posso non essermi accorto che l'autoinganno, l'illusione, il non andare a fondo necessariamente nella "verità", rappresenta, forse, la modalità più funzionale per sopportare il paradosso di questa vita.

Un abbaglio continuo deliziato anche dalla magia di una qualche religione completa sicuramente il tutto. Non è importante che il Credo sia corrispondente o meno a verità, l'importante che abbia sia la funzione rassicuratrice e sia quella principale di contribuire a dare senso alla vita.

Autonganno, illusione, superficialità e Credo penso siano gli ingredienti di una vita vissuta sicuramente più in superficie, ma altrettanto sicuramente meno caratterizzata da tormenti esistenzialistici, che danno il gusto della conoscenza, ma hanno il rovescio di metterci di fronte alla cruda realtà del nulla!

Mazzani Maurizio 

IL dolore (07 novembre 2016)

Introduzione:

L’assenza è dolore sia a livello organico sia psichico.
Il percorso evolutivo, che ha condotto all’astrazione di processi concreti, ha prodotto, attraverso il simbolismo linguistico, la consapevolezza che è rappresentazione, coerenza e senso di sé.
Tale organizzazione di significato personale può, talvolta, per via di ripetute perturbazioni ambientali troppo complesse, in relazione alla capacità cognitiva di fargli fronte, venire meno, e indurre, così, la diminuzione di senso di sé e pertanto dolore.
Quando la percezione di sé cala in misura non tollerabile, quale conseguenza di ripetute confutazioni di coerenza di significato personale, inevitabilmente si vive un eccesso d’assenza, ed è proprio tale conseguente perdita di senso di sé, a far emergere il senso del nulla nonché il dolore che lo contraddistingue .
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 Se ci trovassimo in circostanze ambientali carenti, che per differenti ragioni non esista la possibilità di soddisfare naturale bisogno di cibo, inevitabilmente verrebbe meno la propria coerenza organica, il nostro corpo vivrebbe inevitabilmente l’assenza: la mancanza di sostanze bio-chimiche essenziali alla vita.

Di risposta il nostro comportamento disperatamente si mobilizzerebbe al fine di ripristinare i valori di coerenza organica, altrimenti sarebbe sofferenza.

In ambito psicologico, il disquilibrio tra il di dentro e il dentro rappresentativo del fuori, minando l’efficienza psicofisica utile al mantenimento della prioritaria coerenza organica prima e del proprio senso nel mondo poi, lo stesso è sofferenza.

Metaforicamente immaginate di avere avanti ai vostri occhi la figura del vostro corpo, il di dentro, la propria coerenza psicologica, i valori di senso personale, e che davanti ci sia uno specchio, il dentro rappresentativo del fuori cioè la realtà che percepiamo dall’esperienza confermante o disconfermante la coerenza, la personale percezione di senso.

La differenza tra questi due aspetti della stessa realtà è dolore, noi soffriamo in proporzione all’entità percepita di differenza che registriamo osservandoci allo specchio.

Se l’esperienza ripetutamente confuta il proprio essere nel mondo, se nell’immagine riflessa rileviamo mancanza di tessere concettuali di senso personale, l’assenza di queste è dolore, viviamo il lutto.

Più il rappresentativo del fuori si discosta dalla coerenza d’immagine di sé più c’è sofferenza, e più è evidente il senso radicato sull’avere.

La nostra condotta, difatti, è sempre volta a mantenere l’equilibrio come per l’organico.

Le abilità processuali della mente, le strategie di problem-solving, il comportamento e in extremis anche la malattia mentale, hanno proprio il fine di ripristinare le tessere perdute, cioè la coerenza di sé.

Quando il senso personale si affievolisce, quando le tessere concettuali mancanti diventano eccessive, la loro assenza si traduce nel sentimento di vuoto interiore, noi, di fatto, ci siamo di meno, il nostro essere nel mondo è percepito in misura inferiore, la nostra capacità di cogliere senso si è inevitabilmente ridotta, la depressione che ne risulta è conseguente all’assenza, e il vuoto interiore che la caratterizza è proprio dovuto alla mancanza elevata di tessere concettuali, di significati personali.

Quando la realtà è talmente avversa da confutare ripetutamente dati di senso personale, risulta che il grande puzzle dell’immagine di sé è così fortemente amputato, che qualsiasi azione finalizzata a reintegrarlo è spesso vana, la capacità d’agire nel mondo è evaporata assieme alle tessere... c’è disorientamento.

L’inefficacia a ristabilire la coerenza originaria è così forte, da indurre talora a ricorrere alla patologia psichiatrica pur di reintegrare illusoriamente la propria immagine, talvolta in casi estremi, proprio inventando di bell’appunto una preconfezionata realtà… siamo al delirio il cui contenuto è inventato ad oc’ per ripristinare attraverso esso la coerenza perduta, il senso perduto.

L’ansia e l’angoscia, di fronte al possibile nulla, apparentemente svaniscono lasciando un distacco, più o meno marcato, dalla realtà.

La reciprocità con il mondo è fittizia e artificiosa.

La coerenza è senso di sé percepito, la scarsa integrazione e differenzazione delle idee che la compongono comportano una maggiore vulnerabilità alla patologia psichica dalla più semplice alla più complessa, la sua completa dissoluzione è il nulla! 

Mazzani Maurizio

Un onda d'azzurro

Un onda d'azzurro è passata avanti i miei occhi, l'illusione ha preso spazio nella mia mente. 

Il cielo, a piccoli tratti terzo e ad altri cupo, fuoribondo e ricolmo di folgori, annuncia il suo essere... percepisco, le emozioni salgono il mio fragile corpo, la mia mente raccoglie ogni sensazione e, ogni tremolio di vita accende il mio animo donandomi un flebile senso d'essere. 

Un sussulto scuote il mio corpo... la verità è avanti a me, non posso non vedere, devo accettare. Eccolo il mondo, sospeso nel vuoto che ruota immerso in un intreccio di forze, dove il tutto partecipa al gioco universale. Io son sopra che l'accompagno non posso far nulla, posso solo sentire... questo è ciò che mi è dato. Vivo i miei limiti illudendomi d'esser libero ma tutto è deciso, cammino pensando di aver scelto il percorso, ma non mi rendo conto che non posso scegliere, se non nei limiti conoscitivi a me taciti. L'uomo è" finito" in quanto è "definito", ciò significa che è proprio tale definizione che segna i confini del suo capire, e, in tali confini, è dunque contemplabile tutto ciò che egli possa fare. 

Vivo, ma non so dire nulla sul mio vivere, se non raccontarmi fantastorie che hanno il solo fine di intorpidirmi l'intelletto, il tutto come una droga che affievolendo il dolore rende schiavi dell'ignoranza. Non voglio, chiudere gli occhi offuscando le mie emozioni, volgiamoci dentro, non neghiamo a noi stessi l'opportunità di ampliare il nostro orizzonte. La piramide della conoscenza non è fuori ma nel nostro interno, essa illumina magnificando chiunque comprenda che il senso è in essa, tutto il resto è sollo mistificazione, surrogato di verità... un consumo continuo autoingannevole che riempie svuotando!

Mazzani Maurizio



Amore e odio (5 maggio 2016)

Non posso non percepire l'antinomia del tuo sguardo... vedo ambiguità e sofferenza.

Il cuore s'illumina di gioia... poi piange.


E' un'alternarsi di forme tondeggianti e spigolose che vedono nell'illusione la loro ragion d'essere... la realtà sfuma nel'nulla.


L'autoinganno segna il passo perdendosi nei meandri d'una "verità" necessaria alla vita quale essa è!

Mazzani Maurizio

Voglia d'essere

L'atteggiamento accettante verso se stessi costituisce il modello di funzionamento mentale dove l'umiltà psicologica è sovrana.

Essere psicologicamente umili favorisce l'insorgere d'una armonia corpo-mente che contrasta ogni tentativo della psiche di sovrastare se stessa.

Il dialogo interiore, volto al fine dell'apparire e della competizione, muta in un dialogo con se stessi, dove la tolleranza verso di sé segna il modello processuale dei dati provenienti dalla propria coerenza interna (il proprio sistema di valori), offrendo in tal modo una minore emotività negativa.

L'Ego, in tal caso, che usualmente primeggia indisturbato in una struttura vittima di se stessa, viene smorzato nella sua attività prioritaria che è all'insegna del perfezionismo.

La libertà dall’Ego segna, dunque, il passo, lasciando emergere una struttura libera dai vincoli progettuali legati alla sopravvivenza.

Il culto di sé trasmuta così in un vento tiepido, che avvolge teneramente il proprio Io, lasciandolo esprimere per ciò che è e non più per ciò che dovrebbe essere.

La negazione di se viene, pertanto, sconfitta all’insegna d'un amore libero e avvolgente verso ciò che si è!

Mazzani Maurizio 

L'amica che non sapeva di se stessa

Che fai... camuffi la realtà, giochi con il prossimo a te vicino per soddisfare il tuo narciso pauroso!
Cosa vuoi, il tuo specchio riflette una figura ambigua che si perde nel nulla... l'indefinizione coercisce il tuo animo fino a forgiare il tuo spirito!

Vuoi essere, ti prodighi, ma sei come la maschera di pulcinella!

Oscilli come una barca sul mare in tempesta, fai fatica a restare a galla, i tuoi sforzi sono immensi, ma ciò che decide è la tua essenza, che compare e scompare come una boa nell'acqua agitata!
Sei tu, con le tua fragrante doppiezza, che nel profumo di fiori di loto cerchi di soddisfare il tuo orgoglio nella paura di non essere!

Mazzani Maurizio