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venerdì 1 aprile 2016

I figuranti (08 maggio 2021)

 

Buongiorno compagna, amica, cara... io son qui.

Guardi silenziosa, come spaesata da te stessa, non sai, non conosci questo luogo a te ormai tanto familiare... attonita vorresti gridare, io sono qui che ti ascolto, ma la tua voce è flebile quasi un sussurro appena percettibile... il silenzio ti caratterizza, non mostri conoscenza, non mostri sapere di te stessa, non sai che dire.

Io son qui che ho provato a darti conoscenza di te, ma le tue orecchie sono state sempre sorde al richiamo dei suoni, dei simboli a te non noti.

Io son qui che spesso ti guardo, quasi insospettito del tuo essere qui accanto a me.

Non so spiegarmi il tuo comportamento, non so spiegarmi il tuo amore, che mi contorna con attimi di rabbia spesso furibonda.

Stento a riconoscerti, ma tu imperterrita cammini per la tua strada, non ti guardi attorno, non godi del sublime paesaggio che ti avvolge, rimani muta a cotanta bellezza.

Io son qui che ti accompagno in questa vita conflittuale, in questa vita contradditoria, dove tu accogli con fatica il mio essere tormentoso di una verità conosciuta e mai raggiunta.

Stai al mio fianco da tanti anni, segui i mie passi con dolce armonia, calchi le mie onde, talvolta ti sei ribellata al tacito morire, ma sempre sei rimasta accanto a me, come per segnare un percorso di vita a te già conosciuto.

Amici di sventura e di avventura, l'affetto ha deciso il nostro stare assieme, non siamo volati nell'infinito, ma il sapore dolce dell'amore ci ha sfiorato fino a raggiungerci per poi dissolversi nel tempo.

Ora siamo qui che viaggiamo come stretti nella morsa del divenire, l'uno affianco all'altro come seduti in un vagone ferroviario e diretti verso un luogo impalpabile, etereo, quasi a sfuggirci di mano.

Ci abbiam provato, siamo assieme nell'oscurità dell'universo, dove i nostri cuori battono ad un unisono incomprensibile e misterioso, nonche' nel tacito abbandono dell'uno verso l'altro.

Stringiamo reciprocamente le nostre freddi mani in un calore fantasioso ed illusorio, vogliamo essere in quella tangibile stretta che canta amore.

I nostri corpi si sono allontanati nel caldo freddo quotidiano, che racconta bizzarrie di una vita all'ombra di un cipresso alto e maestoso, che risplende impertubabile dalle sue radici ben ancorate alla terra fino alla sua punta che tocca il cielo.

Io sono e tu sei in un oceano d'acqua dondolati dalle sue onde volgiamo all'infinito!

Mazzani Maurizio

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