Il punto spesso sfuggente ai più, che ritengo sia il centro del tutto, è
che non dovrei pensare "se voglio conoscere la verità", perchè al
momento che lo faccio non posso far altro che antrpomorfizzare e, quindi , cercherò quel qualcosa (spiegazione) che sarà solo prodotto intrinseco alla mia logica... una logica inevitabilmente tacita al
mio essere uomo.
Si può
affermare, dunque, che la verità sia al di là del mio pensare e, pertanto, non suscettibile di comprensione.
I limiti taciti alla mia biologia, di fatto, impediscono di osservare oltre se stessi e la propria natura... qualsiasi cosa tentassimo di fare per avvicinarsi a una qualche verità, questa non potrà essere altro che un'illusione,
poichè la stessa idea di cercare una qualche verità è, di fatto,
cognizione e pertanto prodotto della mente.
Il cervello è la
"macchina da presa biologica" e le caratteristiche che la
contraddistinguono, non possono che decidere il processo e la funzione,
nonché ciò che decido di dover filmare... poichè qualsiasi cosa io pensi
non potrà far altro che seguire il copione tacito alla mia biologia...
si può argomentare solo e solo nel proprio virtualismo biologico!
Mazzani Maurizio
martedì 1 gennaio 2013
Il divenire
Sono in attesa, penso, rifletto, ma il flusso dei pensieri scorre via come un fiume in piena.
La pioggia ha fatto il suo corso, il sole tra le nuvole fa comparire, quasi a nascondersi, i suoi raggi di luce, ed ecco un arcobaleno nel cielo, i suoi colori avvolgono il mio sguardo riempendo, d'un lampo di gioia, il mio essere.
L'illusione fa il suo gioco avvalorando il divenire.
Siamo gli artefici d'ogni cosa, è nel nulla che la nostalgia della pienezza s'intensifica fino a "donarci" il dolore, quale tacita e paradossale concretezza dell'essere consapevoli.
E' la magia tacita all'essere vivi che, nel vortice dell'esistenza, ammalia il nostro sguardo d'un amore che mormora assenza, come il fuoco che riscaldando dissolve se stesso!
Mazzani Maurizio
La pioggia ha fatto il suo corso, il sole tra le nuvole fa comparire, quasi a nascondersi, i suoi raggi di luce, ed ecco un arcobaleno nel cielo, i suoi colori avvolgono il mio sguardo riempendo, d'un lampo di gioia, il mio essere.
L'illusione fa il suo gioco avvalorando il divenire.
Siamo gli artefici d'ogni cosa, è nel nulla che la nostalgia della pienezza s'intensifica fino a "donarci" il dolore, quale tacita e paradossale concretezza dell'essere consapevoli.
E' la magia tacita all'essere vivi che, nel vortice dell'esistenza, ammalia il nostro sguardo d'un amore che mormora assenza, come il fuoco che riscaldando dissolve se stesso!
Mazzani Maurizio
Amore e senso
L'amore è informazione pura nel mezzo del caos dei dati, che nella vita
afferiscono ai nostri sensi, esso è il cuore che dona significato, è in esso il
senso della vita... al di là è il vuoto.
L’uomo dona se stesso a se stesso attraverso l’altro, un giungere
a sé nell’interazione libera dai vincoli biologici egoistici, un volare in nome
dell’amore quale catalizzatore dell’essenza, del significato e del senso proprio
alla vita.
Essere nell’amore.
L’amore è arrivare a percepire di essere niente quanto ogni altro individuo, non
c’è di fatto valore particolare alcuno che sia al di sopra dell’altro, se non
solo nell’invenzione autoingannevole del virtualismo culturale antropomorfico con
i suoi valori relativistici.
Il punto è arrivare a capire che la libertà sta proprio nel riuscire a concepirsi tutti uguali "nell'essere niente", obbiettivo questo così grandioso da rendere insensata ogni pretesa di voler essere più dell'altro... siamo, dunque, all'azzeramento d'ogni supremazia, superiorità... insomma, d'ogni vanità che induca l'uomo a gareggiare, guerreggiare, competere per cercare d'essere nella diminuzione dell'altro.
Il punto è arrivare a capire che la libertà sta proprio nel riuscire a concepirsi tutti uguali "nell'essere niente", obbiettivo questo così grandioso da rendere insensata ogni pretesa di voler essere più dell'altro... siamo, dunque, all'azzeramento d'ogni supremazia, superiorità... insomma, d'ogni vanità che induca l'uomo a gareggiare, guerreggiare, competere per cercare d'essere nella diminuzione dell'altro.
In tale assordante caos, dunque, l’amore viaggia tra uomini
ciechi, che non si accorgono che la libertà
è proprio nel rinunciare all’orgoglio, quale illusorio e auto-ingannevole mezzo per avere pseudo-senso
personale.
L'uomo, pertanto, vive catturato dal rumore dell’egoismo che
follemente echeggia ad egli intorno, la spinta biologica primordiale tacita lo assorda
impedendogli di cogliere il cuore dell’informazione, così l’amore non è colto e
la sporcizia comunicazionale diviene l’unica e incontrastata fonte dell’illusorio
senso, la danza della vita rimane, dunque, così governata dal potere,
dall'avere e dal consumo.
L’altro è pertanto vissuto in nome di un colui da invidiare
e che invidia, un colui da temere e che teme, un colui da competere e che
compete, un colui che in nome dell’egoismo che lo caratterizza e dell’orgoglio
che lo governa, vive così paradossalmente all’ombra della paura dell’altro.
L’uomo non riesce ad andare oltre, il suo sguardo accecato
dal buio dell’avere, è così poco lungimirante da non accorgersi che l’altro è
uguale a sé, con lo stesso bisogno fondamentale di avere senso, capire questo è
smetterla di aver paura, e non vedere nell’altro un colui che ruba, toglie,
annichilisce, ma solamente uno che come sé cerca di percepire il senso della
vita!
Maurizio Mazzani
Senso di sé, realtà e autoinganno
Di
fronte alle perturbazioni dell’ambiente proprie all’esistenza, gli aspetti
processuali evolutivi peculiari alla mente umana, a partire dalla primaria e
fondamentale azione d’attaccamento-accudimento con le figure genitoriali presente
dall’infanzia, e dalle coloriture specifiche a ogni singolo individuo proprie
del pensiero astratto, emergenti con la maturazione del cervello
nell’adolescenza, consentono primariamente di riferire a sé l’esperienza
percepita, secondariamente forniscono lo stile affettivo e relazionale
pertinente a ogni organizzazione di significato personale, e infine, permettono
all'individuo di riconoscersi in maniera costante nel tempo e di dare un senso
a sé e al proprio rapporto con il mondo.
La
coerenza mentale risultante, che è un processo in costante divenire basato
sull’autoreferenzialità semantica, avente la flessibilità strutturale utile a
modificarsi solo quel tanto a integrare l’esperienza mantenendo intatta la
propria organizzazione di significato, consente alla complessità cognitiva
umana, di padroneggiare, in ambito di problem-solving, difficoltà adattive
sempre maggiori.
Le
interazioni tra genoma e apprendimento, che è l’istinto a imparare e ricordare
del cervello umano, forniscono la base all’assetto processuale evolutivo
dell’identità.
Il
senso di sé si costruisce inizialmente dalle sensazioni, percezioni, immagini
limitatamente consapevoli e appena elaborate che è il “cosa si prova”, in
seguito mediante le emozioni associate si ha il “come si prova”, infine,
attraverso operatività logico-razionale, avviene la “spiegazione
dell’esperienza” alla luce di quelle in precedenza vissute al fine di mantenere
la coerenza interna, quindi il senso di sé.
La
conoscenza umana è finalizzata non a riprodurre fedelmente la realtà, ma a
mantenere costante la coerenza, il fine è dare contorni stabili e definiti nel
tempo alla propria identità personale.
L’assimilazione
dell’esperienza è resa possibile solo attraverso processi autoreferenziali, che
utilizzano idonee spiegazioni fortemente soggettive al fine di mantenere
l’orientamento su di sé che è cosa basilare alla sopravvivenza, ed è qui che
nasce l’autoinganno quale caratteristica propria alla natura processuale della
mente!
Mazzani Maurizio
"TE" (5 Maggio 2015)
Cos'è che hai visto... sei sorpreso, hai
percepito il mondo... non è così come l'avresti voluto, sei deluso,
amareggiato, eppure è proprio una tua creazione, e, si dovresti impararlo, che
la tua scontentezza, che credi sia frutto del mondo che va al rovescio, non è
altro che la tua proiezione, sei tu, solo tu che crei ciò che vedi.
Il mondo è lì pronto ad essere colorato dalle nostre fantasie e dai nostri autoinganni. Lo tingiamo così come al momento più ci piace, l'attimo è soddisfatto, ma, poi, il velo cala e emerge così il disagio delle nostre difese, delle nostre nevrosi... affiora, dunque, il contrasto tra ciò che credevamo e ciò che è... il dolore ci sovrasta, il mondo appare vuoto, è pieno dei nostri desideri... la falsità di ciò che credevamo!
Maurizio Mazzani
Lo spasticismo della vita
Perché continuare a muoversi spasticamente... ma, non potrebbe essere altrimenti, la via... buche e massi, ostacoli che decidono il nostro andamento: lo spasticismo della nostra vita.Essa cos'è... oggetti consumati, amore mistificato, un andirivieni tangibile e intangibile, concreto e astratto, una oscillazione parossistica tra il bulimico e l'anoressico. Il panorama è tra digiuni ascetici e abbuffate compulsive, un tutto rivolto alla ricerca di riempire il vuoto dell'essere, e l'uomo, che, pur di riempirsi concepisce il nulla.
E' proprio nell'antropomorfizzazione del mondo che egli abilmente riempie il suo vuoto. L'uomo cosi, da senso al tutto soddisfacendo, quasi per follia, il suo bisogno d'egocentrismo. E tutto da egli dipende, una sorta d'alchimia magica dove tutto compare, nel senso e nella natura che ad egli biologicamente appartiene.
Siamo, dunque, al sottostrato del vivere che attanaglia come una forbice d'una tarantola impaurita, stretta è la morsa, essa è dettata dai vincoli genetici che stringono fino a impedire ogni sorta di libero arbitrio, se non solo nell'illusione autoingannevole, d'essere liberi dentro una prigione!
Mazzani Maurizio
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