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lunedì 24 gennaio 2011

Tsunami e Katrina

Potenze devastatrici, eccelsi del nulla.

Degna di se stessa la natura segue il suo insito percorso.

Occhio ciclonico ti affermi ignorando… terra ti agiti destabilizzando ogni cosa che è sopra di te… acqua rabbiosa imperturbabile devastatrice trascini ogni cosa con te con il solo obiettivo di tornare là da dove sei venuta… e tu fuoco ingannatore riscaldi distruggendo senza curarti di null’altro se non solo di alimentare la tua fiamma.

In tale realtà l’uomo vive sofferente il nulla, e voi forme egoiche per eminenza non potete accorgervi di niente, seguite le vostre leggi, non potete far altro che il vostro corso.

Aria, acqua, fuoco e terra ingannatrici di vita, e l’uomo: il nulla nel nulla, risponde rigonfiando il suo Ego che inevitabilmente lo porterà all’autodistruzione, e voi… non fate altro che il vostro gioco!

Da: "I burattini di Dio - La paura del nulla" - Mazzani Maurizio - ed: Gruppo Albatros Il Filo, Roma 2010

Voglio esserci

Voglio esserci, tento ripetutamente fino a consumare ogni goccia del mio sangue... è morte.

Questa sopraggiunge ignara della mia sofferenza, quale vissuto dell'inesorabile ed implicito bisogno di vincere il nulla, ecco, dunque, la morte quale unica espressione d'affermazione-negazione dell'Essere.

Siamo all'oltre, tutto svanisce, il concepibile è mera speculazione nell'idea d'essere al di là dell'uomo... ma egli è solo dentro!

Mazzani Maurizio

Le missioni umanitarie

Carri armati, caccia, armi con le più sofisticate tecnologie, solo per difesa… affermano, ma, di fatto, un ingannevole modo per esercitare il controllo su territori d’interesse strategico ed economico.

La doppiezza è propria all’uomo, che galoppando sopra il connaturato egoismo si beatifica dell’aberrante farsa del proprio illusionistico altruismo!

Da: "I burattini di Dio - La paura del nulla" - Mazzani Maurizio - ed: Gruppo Albatros Il Filo, Roma 2010

sabato 1 gennaio 2011

La natura evolutiva della mente



La natura, a parte le patologie genetiche, fornisce, diciamo così, tutto l’occorrente per consentire all’essere umano di crescere, far fronte alle perturbazioni dell’ambiente e divenire, ma “il paradosso evoluzionistico” avendo condotto l’uomo alla creazione di habitat sociali troppo complessi e quindi ben distanti da quelli originari, spesso pone questi di fronte a difficoltà adattive, in relazione alla propria immediatezza emotiva, che è più o meno quella originaria, troppo difficili da fronteggiare. 

L’aspetto processuale evolutivo della mente, quale caratteristica utile a consentire l’adattamento, spesso diviene, là dove non sia esistita reciprocità d’attaccamento funzionale e ben rispondente alla propria genetica, paradossalmente disadattivo… un sistema emotivo che s’iperattiva finendo spesso al collasso, una struttura autoreferenziale che s’ipertrofizza a tal punto da auto-ingannarsi tanto da perdere in parte o del tutto il contatto con la realtà.

L’individuo, dunque, passando troppo velocemente da una realtà elementare a una complessa, non ha avuto il tempo di adeguare, evoluzionisticamente parlando, il proprio cervello emotivo, che rimanendo fondamentalmente quello che era, si comporta, di fronte alla complessità sociale, spesso in modo disattivo, dando luogo a semplici disfunzionalità psicologiche fino ad arrivare alla patologia psichiatrica quale risposta adattiva diciamo “autoterapica”, ma solo apparentemente risolutoria, per far fronte sia a difficoltà troppo elevate di relazione con l’ambiente, sia al fine di ripristinare, anche sé ingannevolmente, l’eventuale perdita di coerenza di sé.

Questa realtà processuale adattiva, che deve portare a un sano ed equilibrato adattamento, spesso fallisce non riuscendo a far fronte ai mutamenti ambientali troppo veloci, creando così, essa stessa, i presupposti all’assenza cronica che è dolore e malattia!

Mazzani Maurizio