Pagine

Cerca nel blog

giovedì 28 aprile 2011

I Kamikaze

V oracità nell’affermazione di sé… in nome di Allah e dell’Islam s’immolano sfidando ogni logica oggettiva credendo che la propria morte e quella di persone a essi lontane salvi altre a essi vicine.

Il loro atto appare come un sommo altruistico suicido, ma non è altro che il sommo egoistico atto finale, reso tale da credenze conclusive deliranti, indotte dalla propria disperata storica condizione e di quella del proprio gruppo d’appartenenza.

“Se non c’è nulla di terreno che giustifichi la mia vita ormai nullificata, allora perché non innalzarla attraverso la mia morte, un’asserzione glorificazione di sé attraverso il martirio e l’uccisione di umani ritenuti colpevoli indiretti della propria miserabile condizione di vita”.

Hanno sete d’eroismo, s’ingannano credendo di sacrificare la propria vita a Dio e per il proprio popolo, ma la cedono solo a se stessi, s’immolano per se stessi.

La farsa è chiara, l’autosuggestione è sovrana… vincono sulla legge che li governa, vanno oltre la sopravvivenza, l’impulso è emergere sul nulla che da sempre li trafigge.

L’aggressività reattiva che li affligge è bidirezionalmente consumata sul proprio corpo e su quello dell’altro, non scelgono di essere semplici sanguinari colpendo solo l’altro, ma neanche essere consueti suicidi che colpiscono solo se stessi.

Essi vogliono ridondare glorificandosi della massima eroicità, cedendo all’unisono la propria vita e quella di altri ritenuti colpevoli del proprio storico annientamento.

Ciò che è loro insopportabile è la consapevole nullificazione indotta non dalla natura, bensì quella indotta da altri uomini che appare ben più terribile perché discriminata, l’assenza diviene così insostenibile da indurre a scegliere la morte quale riscatto sacrificale per l’annichilimento subito.

Hanno bisogno di giustizia, ma la loro scarna condizione di vita glielo impedisce, non hanno altri strumenti che la loro stessa vita.

S’organizzano, vogliono macabramente apparire, c’è eterosuggestione è poi autosuggestione e l’obiettivo… è essere vivi almeno una volta!


Mazzani Maurizio

Il nuovo colonialismo (19 marzo 2011)

Come si sono permessi di bombardare la Libia.

Quale machiavellica follia ha condotto gli occidentali ad osare fino a ciò.

Surrogati degli americani, gli europei, in nome d'un Sarkosì mussoliniano dell'"armiamoci e partite", sono corsi in terra altrui a fare e disfare a loro piacimento, a distruggere la vita e l'organizzazione sociale propria al popolo che quella terra appartiene.

Ecco l'inganno... agiscono con il nome di "missioni umanitarie", coperte dall'alibi "ONU", dunque, per il fine del mantenimento della pace mondiale, ma, di fatto, una legittimazione per permettere alla solita "associazione a delinquere" americana del qui comando Io, con al seguito i connaturati gregari europei, di finalizzare i propri interessi.
I boss del comando parlano sempre americano e talvolta inglese, sono accecati da se stessi... era tempo che ambivano a colpire il Mu'ammar e occupare la sua terra e appropriarsi di ciò che contiene: il petrolio.

Gli americani vogliono, pretendono, armano, distruggono, solo e solo per la propria ridondante cupidigia.

Hei, perlomeno un attimo di riflessione... Dio di Cristo, cristo di Dio cosa vogliono Questi che vanno, da sempre, in terre altrui a fare da padroni, prendendo ciò che vogliono e lasciano ai nativi briciole, distruzioni e guerre.

E' ben noto, che l'uomo da secoli si è accorto che il mondo non finisce al suo sguardo, e così da sfogo alla sua connaturale bramosia, totalmente incurante delle popolazioni di cui fa scempio. Il nuovo colonialismo è la coercitiva democratizzazione di popolazioni che hanno per propria natura una ecologia ben differente, ma Questi incuranti d'ogni minimo rispetto uccidono, dilaniano, a fronte del Saddam Hussein di turno.

Ora hanno ucciso Bin Laden... ma che bravi questi americani, né hanno anche fatto una giornata di festa nazionale.

Alziamo gli occhi non adombriamoci della logica del buono e del cattivo, è realtà da bambini questa, siamo ormai adulti e l'esistenza dell'orco e della strega da sconfiggere sempre e comunque, non è realtà ma invenzione speculativa creata di bell'appunto dal presunto buono, che per agire da buono deve necessariamente, per contrasto, inventare, amplificando, l'esistenza del cattivo da sconfiggere, utile a giustificare ciò che altrimenti non sarebbe possibile fare: usurpare il potere, la terra, e la cultura degli altri popoli... i deboli, i "cattivi" la cui unica colpa è quella che da secoli, per il solo fatto di esistere, ostacolano l'isaziabile ingordigia dell'occidente!

Maurizio Mazzani

mercoledì 27 aprile 2011

I volti dell’impossibile

Funerei custodi, becchini di un passato mai stato e che mai potrà essere, per apparire stanno mutando nell’altro come bruchi che mutano in crisalidi e poi in farfalle, altro non possono fare… vogliono sopravvivere.
L’utopia li ha dominati nel tempo, rappresentavano l’idea social-comunista, ma i bruchi sono volati via.

Hanno lasciato solo disorientamento.

L’idea è svanita nel nulla non poteva essere altrimenti… non possiamo che prenderne atto, essa mai sarebbe stata è in antinomia con il motore della vita: l’egoismo!
-->

Da: "I burattini di Dio - La paura del nulla" - Mazzani Maurizio - ed: Gruppo Albatros Il Filo, Roma 2010

Le falene

Non si distinguono più, il loro essere politico è divenuto talmente grigio da fondersi con l’oscurità.

L‘invidia dell’altro li fa apparire così contingenti da confondersi con esso, ma l’altro per contrasto appare oggi paradossalmente più chiaro.


La loro identità è “Lui” o più precisamente l’illusione del “non Lui”, una sorta di elucubrazione mentale per costruirsi un senso politico… così facendo si sono frammentati nell’altro.

Vogliono essere l’”annientamento”, senza ciò essi non esistono, si coalizzano contro “Lui”… è il loro unico senso.


Le idee che li identificavano si sono dissolte nel tempo… non potevano essere… il vuoto è oggi il loro segno distintivo. Appaiono completamente privi di contenuto… hanno perso l’idea… ciò li irrita a tal punto, che il disorientamento che li avvolge è così radicato da non più riuscire politicamente a percepirsi, colpiscono invidiando al solo fine di darsi senso, un senso così ottuso da ricondursi unicamente al “non Lui”.


Tale risultante fittizia identità è talmente corrotta dalla ridotta lungimiranza, che il loro intendimento è divenuto così circolare da ritornare sempre a sé… la cecità che li distingue fa sì, che non si accorgano che così facendo stanno annientando solo se stessi e ciò che rappresentavano.


Le farfalle sono morte.


L’alba del nuovo giorno è sorta!


Da: "I burattini di Dio - La paura del nulla" - Mazzani Maurizio - ed: Gruppo Albatros Il Filo, Roma 2010

Lo sgarbo

Televisiva macchietta isterica.


Lui certo di conoscenza ne ha, con essa ha conquistato uomini e donne.

E’così critico che vuol criticare tutto e tutti ma se stesso mai, l’umiltà non sa proprio cosa sia.

Appare sempre come la verginella che cerca d’apparire, vuole far notare le proprie qualità, cerca di darsi senso provocando, ma attenti questo è il suo gioco.

Lo si vede, è davvero uno spasso, litigare con se stesso, perché lui sembra che litighi con l’altro, ma, di fatto, guerreggia con la propria immagine, schiaffeggia la propria immagine.

Spesso si perde in inutili sberleffi accademici, vuol far sapere che sa, ma non sa proprio un bel niente… chi veramente sa non si trastulla nel non senso.

Una volta si è visto rimbeccarsi con lei la nipote del faccione di bronzo, sembravano il gatto Silvestro e Titti sul ring, ma non si capiva bene chi fosse l’uno e chi l’altro… erano cartoni.

Ha paura di non essere e vuole avere, sa solo fare questo, non riesce a capire nulla del mondo ma soprattutto di sé!

Mazzani Maurizio